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Disposizione sull'utilizzo dei sacchetti per il conferimento della frazione organica

In ottemperanza al D.Lgs. 205/2010, è entrato in vigore, per la raccolta differenziata dell'organico, l'obbligo di conferire i rifiuti organici non più in sacchetti in plastica, ma in
SACCHI DI CARTA e SACCHETTI COMPOSTABILI, CERTIFICATI A NORMA UNI EN 13432.
Facciamo un po' di chiarezza:
la biodegradabilità è una proprietà delle sostanze organiche e di alcuni composti sintetici, di essere decomposti in sostanze più semplici dalla natura, o meglio, dai batteri saprofiti, in un tempo anche molto lungo. Un materiale non biodegradabile non viene assorbito dal terreno e rimane identico nel tempo, quindi contribuisce all'inquinamento della zona dove si trova.
La compostabilità è, invece, la capacità di un materiale organico di trasformarsi velocemente in compost (cioè un terriccio usato come fertilizzante) mediante uno specifico processo di degradazione aerobica, chiamato processo di compostaggio. Tale processo sfrutta la biodegradabilità dei materiali organici di partenza per trasformarli in un prodotto finale che deve rispettare alcuni requisiti definiti dalla legge per poter essere utilizzato.
Un sacchetto compostabile non vuol dire biodegradabile. Infatti non è detto che un sacchetto biodegradabile sia anche compostabile, cioè si disintegri per il 90% in frammenti inferiori ai 2 mm, a contatto con materiali organici dopo 3 mesi e si degradi almeno del 90% in anidride carbonica in non più di 9 mesi. Spesso alcuni sacchetti, come i sacchetti in plastica additivati con ECM, vengono spacciati per compostabili quando non lo sono ed addirittura sono riportate, in questi sacchetti, scritte che invitano ad utilizzarli per la raccolta dei rifiuti organici.
Il vero sacchetto compostabile permette, invece, di creare un rifiuto umido omogeneo dove sia contenitore che contenuto godono delle stesse proprietà di biodegradazione. Questo quindi rende più efficace la raccolta differenziata dell'umido perchè agevola la diminuzione degli scarti e aumenta i quantitativi di rifiuto organico intercettato, garantendo sempre i livelli di qualità richiesti per il compost finale.
 - controllare se il sacchetto riporta la dicitura: sacchetto conforme alla normativa UNI EN 13432-2002 o diciture similari che dichiarino la conformità a questa specifica norma.

L'utilizzo di sacchetti non compostabili può essere sanzionato ai sensi del Regolamento consortile di gestione dei rifiuti urbani con una sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 25,00 a Euro 150,00.
I sacchetti compostabili possono anche essere utilizzati per la raccolta del rifiuto non recuperabile.

I SACCHETTI COMPOSTABILI CERTIFICATI SONO FACILMENTE REPERIBILI NEI PRINCIPALI SUPERMERCATI (nelle casse e nei scaffali) IN QUANTO DAL 1 GENNAIO 2011 � VIETATA LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI SACCHETTI IN PLASTICA.

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